... ai giorni nostri

Oggi le Società di Mutuo Soccorso continuano a tenere viva l’importanza dei principi umanitari su cui si basano: la mutualità reciproca e la solidarietà. In un sistema di impronta egoistica come quello attuale in cui viviamo potrebbe sembrare un tentativo anacronistico. Non è così. Ne fanno fede i profili degli attuali quasi 200 soci, persone che hanno a cuore la società, la cui maggior parte è composta da figli di precedenti soci, che con la loro partecipazione tengono viva una tradizione familiare che dura da ben più di un secolo. Ma a questi si aggiunge l’affluenza di nuovi soci, più giovani e quindi più attenti a questa rinata coscienza sociale. Si pensi che, secondo lo Statuto della Società, basta avere 15 anni compiuti d’età per poter diventare Socio Attivo, semplicemente versando la tassa d’iscrizione, e previa valutazione della richiesta da parte del comitato. Ma, al di là dei principi, esistono ancora, nel sistema statale, dei margini di aiuto pratico ai cittadini, nei quali si inserisce l’attività della Società di Mutuo Soccorso. Naturalmente i sussidi non vengono elargiti automaticamente, ma dietro richiesta scritta da parte del socio o dei suoi familiari. Questo perché è lasciata la facoltà a ogni socio di chiedere o non chiedere un intervento, a seconda delle reali ed effettive necessità di aiuto. Oggi, inoltre, è stata inserita la norma che estende la possibilità di aiuto anche ai non soci: un’ulteriore riprova del valore universale del mutuo soccorso. Tutto questo, naturalmente, tenendo sempre in considerazione il primo punto dello Statuto della Società: svolgere attività senza alcun orientamento politico o religioso. Nel corso degli anni, l’ingresso di nuovi soci avvenuto nel pieno rispetto di questo punto, ne ha sempre confermato l’orientamento aperto e privo di pregiudizi. Il tipo di aiuto che viene fornito oggi è però diverso rispetto a un tempo, ed è più orientato verso la promozione di strutture che possano servire da supporto all’assistenza dei bisognosi. Un primo esempio in questo senso è dato dalla donazione, nel 1964, della Colonia Fondazione Margherita Vandoni, situata a Tegna, sui monti Croppi, da parte di uno dei benefattori più amati dalle genti di Locarno: Cordialino Vandoni. Inizialmente la struttura era destinata a ospitare i bambini bisognosi del locarnese. Nel 1980, la Società di Mutuo Soccorso Maschile, in accordo con Cordialino Vandoni, per assicurare una gestione più moderna e sicura, cedette la Colonia alla città di Locarno, che da quel momento ne assunse la direzione. Attualmente la Colonia è dotata di una sala polivalente, di una cucina e di servizi modernizzati, oltre a ben 36 posti letto per i ragazzi e 8 per gli adulti, tra educatori, monitori, docenti e ausiliari. A tutt’oggi sono 140 i ragazzi provenienti da tutto il Ticino ospitati d’estate alla Colonia Margherita Vandoni.

Un’innovazione che continua...

Insomma, la Società di Mutuo Soccorso di Locarno è una realtà che non solo sopravvive ancora, ma tende a rafforzarsi e a essere sempre più presente, con maggiore affermazione. Le previsioni sono che questo porterà a medio termine un incremento di soci, grazie a quel flusso di valori di cui la stessa Società è veicolo nei giorni nostri. Il segreto è semplice: un’innovazione che continua costante nel tempo, ma sempre nel segno della tradizione, esattamente come avrebbero fatto i soci fondatori. La Società di Mutuo Soccorso Maschile di Locarno continua così a portare accesa nella comunità la sua fiamma, e a tenere vivi i valori che da sempre rappresenta, con l’augurio di poter trovare la giusta via verso nuovi obiettivi da raggiungere, sapendo sempre anticipare i tempi e dare risposte chiare, concrete e, per certi versi, geniali a ogni problema. Che questa sia la garanzia per il suo avvenire.

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